Le donne compositrici nella Storia della Musica.

Nell’universo musicale i nomi femminili tra i compositori non sono molto noti e soprattutto sono stati troppo a lungo trascurati. Solo gli intenditori più ricercati e gli studiosi più attenti possono citarne alcuni, anche se il numero invece è ben nutrito. Sarà forse stata la condizione socio culturale femminile nei secoli scorsi, che ha penalizzato la donna anche in questa forma sublime di conoscenza.

A lei il compito di allevare i figli, di curare la casa, di imparare al massimo a ricamare, ma lo studio della musica era riservato davvero a poche e spesso di riflesso a ciò che invece costituiva il bagaglio nozionistico dei familiari.

Maria Anna Mozart, per esempio, suonava molto bene il clavicembalo e il pianoforte, e componeva altrettanto bene, ma il suo talento era continuamente offuscato dal fratello Wolfang Amadeus. Pare che lo stesso le scrisse dall’Italia: “Sono meravigliato! Non sapevo fossi in grado di comporre in modo così grazioso. In una parola, il tuo Lied (canto, ndr) è bello. Ti prego, cerca di fare più spesso queste cose”.

Miglior sorte quella di Maddalena Casulana. Fu la prima donna ad aver pubblicato le proprie composizioni nella storia della musica occidentale. Voleva dimostrare agli uomini che non erano gli unici ad avere doti intellettuali nel mondo delle note, che adoperò per lanciare il suo desiderio di emancipazione femminile.

Nella musica barocca è annoverata un’opera, La liberazione di Ruggiero, la cui autrice è Francesca Caccini. Le toccò brillare della luce riflessa del padre Giulio, anche se fu la prima compositrice nella storia a scrivere un’opera. Raffaella Aleotti fu invece la prima donna a firmare una composizione di musica sacra. Anche lei come Claudia Sessa, Caterina Assandra, Sulpitia Cesis, apparteneva a un ordine monastico, si dedicava al canto e suonava l’organo. Maria Cattarina Calegari, anch’ella religiosa benedettina, pubblicò a soli quindici anni un libro di mottetti. Le sue opere le valsero il titolo di Divina Euterpe, in onore alla dea greca della musica.

La meno fortunata Magdalena Bach aveva sposato il noto compositore, dandogli ben tredici figli, lo aiutava a trascrivere la sua musica e solo di recente, nel 2006, uno studioso ha avanzato la teoria che Anna Magdalena possa aver composto alcune delle musiche attribuite fino ad ora a Johann Sebastian Bach.

Il “maschio” non accettava che la donna potesse uguagliarlo in quest’arte e nel 1920 Sir Thomas Beecham, influente direttore d’orchestra e compositore britannico, ebbe a dire: “Non ci sono donne compositrici, non ci sono state e non ci saranno mai”. Disconosceva ancora una volta il grande valore artistico di talenti come Clara Schumann, moglie del compositore Robert, eccellentissima pianista.

Fanny Mendelssohn, pianista e

compositrice, sorella del più noto Felix. Non si trattava di ignoranza, ma di vera e propria misoginia. Le donne musiciste dell’Ottocento erano relegate al solo salotto familiare, sala di concerto a loro permessa nell’epoca, e non sempre anche questi erano considerati adatti alle donne.

I tempi cambiano, non basta più considerare le donne come solamente le destinatarie di celebri brani musicali o le muse ispiratrici, non possiamo mettere da parte nomi come Maddalena Laura Sirmen, compositrice italiana del diciottesimo secolo, o quello di Biancamaria Fugeri. Lei e altre sono personaggi importanti nella storia della musica, ma non vengono celebrate abbastanza. Ciò non fa onore a chi invece dovrebbe riconoscere a un individuo, a prescindere se uomo o donna, il suo valore e il suo contributo alla cultura di ogni epoca.

Oggi lo studio della musica non fa differenze sessiste, ma i nomi sopra citati appartengono a delle vere e proprie eroine del loro tempo, che hanno lottato contro i pregiudizi, pur di lasciare una traccia di sé, in questo caso, nel panorama musicale.

La lista dei loro nomi è davvero lunga, più dell’immaginabile, fino ai nostri giorni. È davvero un peccato trascurare la loro conoscenza e impoverire un prezioso bagaglio culturale del quale andare fieri, senza distinzioni tra uomo e donna. Tutti sono capaci di lasciare al mondo la bellezza dei propri talenti, senza togliere niente a nessuno, senza desiderare supremazia, senza sentirsi depositari di qualità uniche.

Nella creatività c’è spazio per tutti, come lo dimostrano anche la pittura e la scrittura, e ogni altra forma di espressione.

Non c’è un mondo “riservato” o “esclusivo” all’uno o all’altra creatura, e anche se a volte costa riconoscerlo, in fondo sappiamo tutti che è così.
Compositori donna più importanti nella storia

Le famose virtuose cantatrici di corte, spesso anche nobildonne, del Rinascimento e del ‘600 facilmente componevano anche madrigali e canti monodici. Nell’800 si possono citare anche le donne della musicalissima famiglia Garcia, ovvero le cantanti Maria Felicita Malibran e Pauline Viardot, autrici di molte romanze, cantate e persino (la Viardot) di opere. Nel ‘900 si può citare anche Sofia Gubaidulina. Se le donne compositrici, come le donne direttore d’orchestra, sono comunque poche rispetto agli uomini è dovuto soprattutto ad un fattore culturale. Esattamente come si guardavano con sospetto le attrici e le cantanti, così per una donna sarebbe stato difficile se non impossibile essere prima al servizio di un signore come lo furono Haydn o il giovane Mozart, poi viaggiare per l’Europa e i teatri come fecero Rossini o Verdi. Un compositore, una volta emancipato come artista in età romantica, possiede un potere sulla sua creazione che è difficile per la mentalità del tempo attribuire a una donna. Le compositrici infatti si fanno valere in primis come virtuose del canto (Malibran, Viardot) o dello strumento (Wieck), tutte queste qualità fanno comunque parte della ragazza di buona famiglia, il cui destino sarà però di sposarsi e avere figli.

Le donne venivano spesso educate alla musica molto più degli uomini ma contrariamente a questi ultimi il fine era diverso;e donne dovevano saper suonare uno strumento non perché era una raffinatezza intellettuale ma per un semplice fatto di etichetta, dovevano intrattenere con la musica… è naturale vedere quindi nei dipinti una donna che studia o suona uno strumento,molto più raro vedere una donna che compone…eppure le donne sono state fondamentali nella musica,si veda il caso della sorella di Mozart,ma questo non è stato sufficiente! Mozart nelle lettere alla sorella scrive:”Tu sei molto più brava di me!”… Non era certo per blandirla o adularla,era la verità! Ma il padre Leopold scelse il figlio giovane per portarlo in Europa ignorando deliberatamente la figlia che si era mostrata un talento molto prima di Mozart a cui poi aveva insegnato i rudimenti del linguaggio musicale…Quindi diciamolo con tutta franchezza,il maschilismo nella musica c’era e questo ha determinato una preponderanza maschile nonostante il talento di alcune donne…Se una ragazza sapeva suonare il clavicembalo bene era considerata una signora di buone maniere,se lo faceva un ragazzo diventava un musicista,un’artista! Questione di “etichette”!

Piccolo elenco di donne musiciste:
1098 Hildegard von Bingen
1200 Claudia Sessa
1540 Maddalena Casulana
1575 Vittoria Aleotti
1587 Francesca Caccini
1593 Lucretia Orsina Vizani
1600 Chiara Margherita Cozzolani
1619 Barbara Strozzi
1620 Isabella Leonarda
1665 Elizabeth-Claude Jacquet De La Guerre
1805 Fanny Hensel
1810 Johanna Kinkel
1830 Charlotte Alington Barnard
1836 Jessie S. Irvi

1857 Marjory Kennedy-Fraser
1896 Erika Kickton
1905 Elizabeth Poston
1957 Cheryl Lynn Helm
1959 Eva Toller
1970 Leanne Daharja Veitch

1931 Sofjia Asgatovna GubaJdulina

Se volete saperne di più, circa i nomi delle compositrici cliccate su questi link che vi porteranno su due pagine di Wikipedia in inglese ordinati per periodo storico e per nome.

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