Il Valzer n. 2 di Dmitri Shostakovich: Un Capolavoro di Eleganza e Contraddizioni.        Shostakovich’s Waltz No. 2: A Masterpiece of Elegance and Contradictions

by Pier Paolo Maccarrone


Tra le opere più celebri di Dmitri Shostakovich, il Valzer n. 2 occupa un posto speciale nel cuore degli appassionati di musica classica. Spesso attribuito erroneamente alla Jazz Suite n. 2, questo brano appartiene in realtà alla Suite per orchestra di varietà, composta nel 1956. La confusione deriva dal fatto che per molti anni il manoscritto della Jazz Suite n. 2 fu considerato perduto, mentre il Valzer n. 2 guadagnò popolarità grazie alla colonna sonora del film di Stanley Kubrick Eyes Wide Shut (1999).

Contesto Storico e Composizione

Dmitri Shostakovich (1906-1975) visse e operò in un periodo di grandi turbolenze storiche e politiche in Unione Sovietica. La sua carriera fu segnata dall’alternanza tra il successo e la censura imposta dal regime stalinista. Già negli anni ’30, dopo l’ascesa al potere di Stalin, la musica di Shostakovich fu sottoposta a un attento scrutinio. Dopo la condanna della sua opera Lady Macbeth del Distretto di Mtsensk nel 1936, il compositore dovette adattarsi alle esigenze della propaganda sovietica, senza però rinunciare alla sua cifra stilistica.

La Suite per orchestra di varietà, che contiene il celebre Valzer n. 2, è una raccolta di brani leggeri e danzanti, caratterizzati da un’eleganza melodica e orchestrale tipica dello stile di Shostakovich. Il valzer stesso si distingue per il suo carattere nostalgico e malinconico, una dolcezza che cela un sottotesto più complesso, riflettendo le contraddizioni dell’epoca sovietica.

Stile e Ricezione

Il Valzer n. 2 è un perfetto esempio della capacità di Shostakovich di coniugare semplicità e raffinatezza orchestrale. Il suo tema principale, affidato inizialmente ai legni e poi ripreso dagli archi, è dolce e accattivante, ma l’armonia sottostante suggerisce un senso di inquietudine latente. Questa ambiguità emotiva è una costante nell’opera del compositore, che spesso utilizzava la musica per esprimere sentimenti nascosti dietro una facciata ufficiale.

L’inclusione del Valzer n. 2 nella colonna sonora di Eyes Wide Shut ha contribuito notevolmente alla sua fama in Occidente, portando il pubblico internazionale a riscoprire la versatilità di Shostakovich al di là della sua produzione più austera e politicamente impegnata.

Conclusione

Il Valzer n. 2 di Dmitri Shostakovich è una composizione che incarna perfettamente la sua epoca: un’opera apparentemente leggera e spensierata, ma in realtà intrisa di un sottile senso di malinconia. La sua melodia elegante e la raffinatezza orchestrale lo rendono uno dei brani più amati della musica del XX secolo, simbolo della capacità del compositore di creare bellezza anche in tempi difficili.

My arrangement of Valzer n. 2 for cello and piano


Among Dmitri Shostakovich’s most famous works, Waltz No. 2 holds a special place in the hearts of classical music lovers. Often mistakenly attributed to the Jazz Suite No. 2, this piece actually belongs to the Suite for Variety Orchestra, composed in 1956. The confusion arises because the manuscript of the Jazz Suite No. 2 was long believed lost, while Waltz No. 2 gained widespread recognition thanks to its inclusion in Stanley Kubrick’s film Eyes Wide Shut (1999).

Historical Context and Composition

Dmitri Shostakovich (1906-1975) lived through a period of intense political and social upheaval in the Soviet Union. His career was marked by alternating success and censorship under Stalin’s regime. After his opera Lady Macbeth of the Mtsensk District was condemned in 1936, Shostakovich had to navigate the demands of Soviet propaganda while maintaining his distinct artistic voice.

The Suite for Variety Orchestra, which includes the renowned Waltz No. 2, is a collection of light and dance-like pieces featuring the melodic elegance and orchestral sophistication typical of Shostakovich’s style. The waltz itself is characterized by a nostalgic, melancholic quality—a sweetness that masks a deeper complexity, mirroring the contradictions of Soviet life.

Style and Reception

Waltz No. 2 is a prime example of Shostakovich’s ability to blend simplicity with orchestral refinement. Its main theme, introduced by woodwinds and later taken up by the strings, is charming and engaging, yet the underlying harmonies suggest a sense of subtle unease. This emotional ambiguity is a hallmark of the composer’s work, often using music to convey deeper, hidden meanings beneath an official surface.

The piece’s inclusion in Eyes Wide Shut significantly boosted its popularity in the West, leading a global audience to appreciate Shostakovich’s versatility beyond his more austere and politically charged compositions.

Conclusion

Dmitri Shostakovich’s Waltz No. 2 perfectly encapsulates its era—seemingly lighthearted and carefree, yet tinged with a profound sense of melancholy. Its elegant melody and rich orchestration make it one of the most beloved pieces of 20th-century music, a testament to the composer’s ability to create beauty even in challenging times.

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