L’evoluzione e la struttura della forma sonata: un percorso storico

By Pier Paolo Maccarrone

La forma sonata è uno dei pilastri della musica occidentale, una struttura compositiva che ha attraversato i secoli evolvendosi e adattandosi alle esigenze stilistiche di ogni epoca. Questo articolo intende tracciare un percorso storico della forma sonata, analizzandone le origini, la struttura canonica e le sue declinazioni attraverso i secoli.

Le origini della forma sonata

Le radici della forma sonata affondano nel periodo barocco, quando forme come la sonata da chiesa e la sonata da camera dominavano il panorama musicale. Queste erano composizioni per strumenti solisti o piccoli ensemble, strutturate in più movimenti contrastanti. Tuttavia, l’idea di una forma unitaria e dinamica, che sviluppasse temi e motivi in modo drammatico, emerge solo nel periodo classico.

Un primo passo verso la forma sonata si può individuare nelle composizioni di Domenico Scarlatti, le cui sonate per clavicembalo esploravano una struttura bipartita.
https://youtu.be/5ZOn72RviLM?si=po3jb7cIuDELULr_

Anche se lontane dalla forma sonata classica, esse gettavano le basi per il concetto di contrasto tematico e tonalità, elementi che diventeranno centrali nel periodo successivo.

La forma sonata classica

La forma sonata raggiunge la sua maturità nel periodo classico, grazie a compositori come Franz Joseph Haydn, Wolfgang Amadeus Mozart e Ludwig van Beethoven. È in questo periodo che la forma si codifica nella sua struttura canonica, articolata in tre sezioni principali:

1. Esposizione: vengono presentati due temi contrastanti, uno nella tonalità principale (di solito maggiore) e l’altro in una tonalità contrastante (spesso la dominante o la relativa maggiore/minore).

2. Sviluppo: i temi vengono frammentati, modulati e rielaborati in tonalità diverse, creando tensione e movimento.

3. Ripresa: i temi dell’esposizione ritornano, ma questa volta entrambi nella tonalità principale, risolvendo la tensione armonica.



Haydn, spesso definito il “padre della sinfonia”, è considerato anche il pioniere della forma sonata. Le sue sinfonie e quartetti dimostrano una straordinaria padronanza della struttura, con un uso ingegnoso di temi semplici e sviluppi complessi.
https://youtu.be/hC9xOwSd-jY?si=xBByvDmtwfl3luL4

Mozart, invece, arricchì la forma sonata con una maggiore fluidità melodica e una varietà emotiva, come dimostrano opere come la Sonata per pianoforte n. 11 in La maggiore, K. 331.
https://youtu.be/FZ1mj9IaczQ?si=M8jn7f3Qa7Zg7Auo

Beethoven portò la forma sonata a un nuovo livello di espressività e profondità drammatica. Le sue sinfonie, come la Sinfonia n. 5
https://youtu.be/7eOaIiHB58U?si=Xqpo_R-xD2QAJKu3
e la Sinfonia n. 9,
https://youtu.be/rOjHhS5MtvA?si=DxKu294hT3P6Wo3K

e le sonate per pianoforte, come la Sonata “Appassionata”
https://youtu.be/0Ak_7tTxZrk?si=QQLKEN_OwJEXce1r
e la Sonata “Chiaro di Luna”,
https://youtu.be/q5OaSju0qNc?si=bfVF__WYQUaVi5Io
dimostrano un uso audace della struttura per esplorare temi di conflitto, lotta e trionfo.

L’espansione romantica

Nel periodo romantico, la forma sonata si ampliò e si trasformò. Compositori come Franz Schubert, Robert Schumann, Johannes Brahms e Franz Liszt usarono la struttura come base per una maggiore libertà espressiva.
https://youtu.be/EuW2WJFFh4c?si=HaYPb0y-1QzNTFso

Schubert, ad esempio, estese la durata delle sue sonate e sinfonie, esplorando tonalità più lontane e temi lirici più complessi.
https://youtu.be/8CW6S4gRahY?si=YQ9XJXXdRgcGIMm8


Liszt introdusse il concetto di forma ciclica nella sua Sonata in Si minore, in cui i temi si trasformano continuamente all’interno di un unico movimento, pur mantenendo una chiara articolazione della forma sonata. Brahms, invece, rimase fedele alla struttura classica, ma con una densità tematica e un’intensità emotiva tipiche del romanticismo.

Le trasformazioni nel Novecento

Con l’arrivo del XX secolo, la forma sonata subì ulteriori trasformazioni. Compositori come Claude Debussy e Maurice Ravel la utilizzarono in modo più libero, spesso integrandola con elementi impressionistici.
https://youtu.be/UC1H73551gE?si=81lcTQ33SvwWU2M-


Igor Stravinskij e Sergej Prokof’ev reimmaginarono la forma sonata nel contesto neoclassico, combinando modernità e tradizione.
https://youtu.be/APxweGUCqIs?si=MBHzMXzqz3pNyTHq

Nel frattempo, Arnold Schönberg e la Seconda Scuola di Vienna abbandonarono la tonalità tradizionale, ma mantennero elementi strutturali della forma sonata nelle loro composizioni dodecafoniche, come nel Concerto per pianoforte op. 42.
https://youtu.be/977xqcl8DnE?si=ZQEgj3DXZol-lj4E


La forma sonata oggi

Anche nel panorama contemporaneo, la forma sonata continua a esercitare la sua influenza. Compositori del XX e XXI secolo, come György Ligeti, Pierre Boulez e Thomas Adès, hanno rielaborato la struttura in modi innovativi, adattandola a nuovi linguaggi musicali.
https://youtu.be/-ZpNlxoXpQg?si=iRnVnVdY9VP4xH9V

Conclusioni

La forma sonata rappresenta un esempio straordinario di continuità e innovazione nella storia della musica. Da semplice strumento per organizzare il materiale tematico, è diventata un mezzo per esprimere emozioni, raccontare storie e sperimentare nuovi linguaggi. Ogni epoca ha lasciato il proprio segno su questa struttura, rendendola un simbolo di creatività senza tempo.

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